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Museo del Sannio

The Museum of Sannio

Benevento
Benevento
Indirizzo: Piazza Santa Sofia snc
Cap: 82100
Comune: Benevento
Provincia: Benevento
Telefono: 0824 774763; 0824 21818
Fax: 0824 326238
e-mail: museodelsannio@provinciabenevento.it

Sito web: www.provincia.benevento.it; www.museodelsannio.com
Social network: www.facebook.com/pages/Museo-del-Sannio
Tipo proprietà: Provincia
Denominazione proprietà: Provincia di Benevento
Riconoscimento Regionale:
Rete o sistema museale:
Rete : Rete museale della provincia di Benevento
Ente competente: Soprintendenza per i beni architettonici paesaggistici storici artistici ed etnoantropologici per le province di Caserta e Benevento

Tipologia

storico

Servizi

  • informazioni e prenotazioni
  • servizi educativi
  • visite guidate su richiesta
  • bookshop
  • parcheggio
  • parcheggio disabili
Istituito nel 1873 dal Consiglio Provinciale di Benevento, il Museo del Sannio venne sistemato da Almerico Meomartini nella trecentesca Rocca dei Rettori Pontifici. Il rapido incremento del patrimonio e delle attività di studio indussero l’Ente proprietario ad acquistare nel 1928 il complesso monumentale dell’Abbazia di S. Sofia, centro religioso e culturale benedettino dal secolo VIII. Nella ex Abbazia fu trasferito il patrimonio archeologico, medievale ed artistico che portò alla divisione delle opere in tre Dipartimenti: Archeologia e Medievalistica, Storia, Arte ed un centro bibliografico di ricerca. Per la ricerca scientifica, infatti, il Museo del Sannio dispone di una Biblioteca specializzata. Il patrimonio dell’Istituto include raccolte numismatiche, archivi storici, libri rari, cimeli ed oggetti di artigianato, fondi cartografici e documenti a stampa, fotografie. Le suddette opere vengono concesse in visione nella Sala di Studio ai sensi del regolamento interno, uniformato alla normativa statale.
Established in 1873 by the Provincial Council of Benevento, the Museum of the Sannio was arranged by Almerico Meomartini in the fourteenth-century papal fortress of Rectors. The rapid growth of assets and activities of the authority responsible for the study led them in 1928 to buy the monumental complex of the Abbey of St. Sophia, which was the Benedictine religious and cultural center since the eighth century. Transferred into the former Abbey were archaeological, medieval and artistic works that led to the division of three departments: Archaeology and Medieval studies, history and a art and bibliographical research centre. For scientific research, in fact, the Museum of the Sannio has a specialised library. The assets of the Institute includes numismatic collections, historical archives, rare books, antiques and crafts, maps, printed documents and photographs. The above works are displayed in the Study Room according to the rules of the state legislation

Apertura

Giorni di apertura: Martedì,Mercoledì,Giovedì,Venerdì,Sabato,Domenica
Orario di apertura: dalle 09,00 alle 19,00
chiuso il lunedì.

Ingresso: A pagamento

Collezioni

  • Denominazione: Sala dei Sanniti
    Descrizione: Il Museo del Sannio custodisce testimonianze materiali della storia cittadina e provinciale, del popolo Sannita, prima della loro sconfitta e della successiva conquista romana. La collezione comprende monili, utensili e vasi portati alla luce dagli scavi delle necropoli di Caudium (l'attuale Montesarchio), di Maleventum e di Telesia. A questi si aggiungono la raccolta dell'antropologo Abele De Blasio, donata in parte al Museo, e la raccolta Sisto, acquistata da Alfredo Zazo e costituita per lo più da vasi funerari di fattura apula mai interamente esposti. La leggenda vuole che i Sanniti fossero originari della Sabina, il loro popolo occupava un territorio molto vasto che comprendeva le attuali regioni di Abruzzo, Molise e parte della Campania. Divisi in tribù, avevano una propria identità culturale che venne cancellata definitivamente con la conquista romana del territorio. Le testimonianze di questa civiltà sono per ora legate a tutto ciò che le necropoli hanno conservato nel corso dei secoli. Nel museo sono esposti, ad esempio un magnifico cinturone di bronzo, nonché fibule e bacili. Aspetti della vita legati al culto religioso sono testimoniati, tra l'altro, da due bronzetti rappresentanti Ercole, divinità venerata dal popolo sannita.
  • Denominazione: La civiltà Longobarda
    Descrizione: La civiltà longobarda è rappresentata nel Museo dai corredi funerari rinvenuti nella necropoli di Benevento. Armi, fibbie, cinte, monili testimoniano circa cinquecento anni di un dominio di cui rimane poco rispetto alla grande mole di edifici costruiti dai duchi che, divenuti principi, nel 774 sotto Arechi II, si succedettero al potere dalla fine del VI fino al XI secolo. Da sepolture femminili provengono alcuni raffinati orecchini, forse appartenenti a nobildonne, quali gli orecchini a cestello di bronzo con gemma vitrea azzurra; una perla di terracotta smaltata d'azzurro; un pettine di osso con disegni ornamentali; una scatola di bronzo con coperchio e alcune collane realizzate con elementi di osso, legno, paste vitree, giaietto e pietre dure. La conversione dei Longobardi del sud avvenne grazie alla duchessa Teodorada e al vescovo Barbato: da allora, nelle tombe, si diffuse l'uso di porre croci in lamina d'oro cucite a un velo sul volto del defunto. Oltre alle croci in lamina d'oro decorata a sbalzo sono state rinvenute anche croci in ferro di fattura più grezza.
  • Denominazione: La collezione dei vasi
    Descrizione: La collezione dei vasi di tipo attico ed ellenizzante del Museo è costituita non solo da un cospicuo numero di vasi Dauni provenienti dall'acquisto della Raccolta Sisto, ma anche da materiale rinvenuto nelle necropoli di Caudium e di Telesia concesso in Deposito temporaneo al Museo dalla Sovrintendenza Archeologica di Avellino e Benevento. Il primo nucleo comprende i crateri dauni appartenenti alla raccolta Sisto, rinvenuti nel territorio barese, crateri a figure rosse, vasi, tazze e suppellettili decorati a figure bianche. Il secondo nucleo è costituito dai crateri di tipo attico (a colonnette o a campana) a figure rosse rinvenuti in Caudium e appartenenti all'età Sannitica. I crateri vengono datati al V sec a.C.; i vasi telesini sono, invece, datati al IV sec. a.C. e solo in parte si rifanno a prototipi ellenici come l'anfora a volute e il cratere a colonnette; quasi tutti provengono dalle tombe a cassa che sono affiorate lungo l'argine campestre poco fuori dalla cinta muraria dell'antica città.
  • Denominazione: Sala dei Sanniti
    Descrizione: Il Museo del Sannio custodisce testimonianze materiali della storia cittadina e provinciale, del popolo Sannita, prima della loro sconfitta e della successiva conquista romana. La collezione comprende monili, utensili e vasi portati alla luce dagli scavi delle necropoli di Caudium (l'attuale Montesarchio), di Maleventum e di Telesia. A questi si aggiungono la raccolta dell'antropologo Abele De Blasio, donata in parte al Museo, e la raccolta Sisto, acquistata da Alfredo Zazo e costituita per lo più da vasi funerari di fattura apula mai interamente esposti. La leggenda vuole che i Sanniti fossero originari della Sabina, il loro popolo occupava un territorio molto vasto che comprendeva le attuali regioni di Abruzzo, Molise e parte della Campania. Divisi in tribù, avevano una propria identità culturale che venne cancellata definitivamente con la conquista romana del territorio. Le testimonianze di questa civiltà sono per ora legate a tutto ciò che le necropoli hanno conservato nel corso dei secoli. Nel museo sono esposti, ad esempio un magnifico cinturone di bronzo, nonché fibule e bacili. Aspetti della vita legati al culto religioso sono testimoniati, tra l'altro, da due bronzetti rappresentanti Ercole, divinità venerata dal popolo sannita.
  • Denominazione: La collezione contemporanea del Museo
    Descrizione: Partendo dalla sala che chiude la raccolta moderna, il percorso espositivo si snoda attraverso la biblioteca, l'auditorium e la sala di accoglienza. Dopo l’arte ancora legata alle committenze religiose del XVIII secolo si entra nell’800 permeato dal carattere tutto campano degli artisti appartenenti alla scuola di Posillipo. Agli inizi del ‘900 si colloca il lavoro del sannita Nicola Ciletti. Al centro, lo spazio è dominato dalla scultura di Emanuele Caggiano, Pane e Lavoro , in deposito dal Museo di Capodimonte di Napoli. E' anche esposta una tela di Renato Guttuso "Salita dei Borgia" L'esposizione continua nell'auditorium. La prima ospita la tela del Bezzuoli, Il ritrovamento del corpo di Manfredi, e di fronte ad essa, la suggestiva Danza delle Streghe delFazzini, proveniente dalla donazione Alberti. La sala della biblioteca, oltre ad un cospicuo numero di sculture di Joseph Amelio Finelli, è arredata con opere di Antonio Del Donno donate dallo stesso artista al Museo. Nello spazio di entrata che accoglie i visitatori sono esposte tele e sculture diRenato Guttuso, Carlo Levi, Emilio Greco e Corrado Cagli, provenienti dalla donazione della famiglia Alberti, e sono preziosa testimonianza della sezione pittorica del famoso Premio "F. Michetti".
  • Denominazione: La collezione moderna del Museo
    Descrizione: Il piano nobile dell'antica abbazia ospita reperti di età medioevale ed un affresco rappresentante la " Madonna della Consolazione " proveniente dalla Chiesa di Santa Sofia. Sono esposti inoltre i resti del pulpito della Cattedrale di Benevento realizzati da Nicola da Monteforte, importanti tasselli per la storia artistica dell'italia Meridionale.Il nuovo allestimento, che ha fatto seguito alla restituzione delle tele, verte tutto sull'istanza territoriale, con opere legate sia alla città che alla provincia, coprendo un arco di tempo che va dal XIII al XX secolo. Il percorso moderno si articola lungo sei sale che affacciano sul terrazzo interno, dove sono esposti stemmi nobiliari provenienti dai palazzi cittadini. La collezione si apre con la sala del ‘300 allestita con resti di sculture medioevali e un affresco rappresentante la Madonna della Consolazione, proveniente dal Chiostro della stessa Abbazia.Tra gli altri spiccano i resti dei pulpiti del Duomo realizzati da Nicola da Monteforte, importanti tasselli per la storia artistica dell'Italia Meridionale. Successivamente si accede alla sala del Rinascimento dominata dalla figura di Donato Piperno, artista beneventano che data e firma molte delle tele esposte. Le opere provengono dalle chiese di Sant' Agostino e di Santa Sofia.
  • Denominazione: La collezione moderna del Museo
    Descrizione: Da Sant' Agostino sono state trasportate la Deposizione dalla Croce, la Crocifissionee la Madonna in Gloria con Sant'Agostino, Santa Monica e Santa Lucia, quest'ultima datata e firmata 1589. Dalla stessa chiesa provengono un crocefisso in legno del XV secolo e una porta in legno finemente intagliata. Le altre tele del Piperno provengono dalla chiesa di Santa Sofia, dalla quale sono state rimosse in seguito al restauro del Rusconi, che ha liberato la struttura da tutto ciò che non apparteneva all'originario impianto longobardo. Nella saletta successiva, prima Sala del Barocco, sono esposti un pregevole mobile monetiere in legno laccato e bronzo del XVII secolo e due dipinti di G. Greco. Nella seconda sala del Barocco è esposto un orologio a pendolo di fabbrica parigina dell'epoca di Luigi XVI, donato al Museo nel 1987 dalla famiglia Collenea–Isernia. Seguono la "Sacra Famiglia" di Carlo Maratta ed una piccola tela "la Crocifissione" di Sebastiano Conca, donata Dall'associazione Amici del Museo.

Come arrivare

In Auto: ----
In Treno: ----
In Autobus: ----
In Aereo: ----

Nei dintorni: Rocca dei Rettori;
Chiesa di S. Sofia;
Hortus Conclusus;
Arco di Traiano;
Chiesa di S. Ilario;
Mura longobarde;
Piazza Papiniano con obelisco isiaco;
Arco del Sacramento;
Teatro romano.

Note: ----