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Museo Città Creativa

The Creative City Museum

Salerno
Salerno
Indirizzo: Via Ogliara, 127/143 - loc. Ogliara
Cap: 84125
Comune: Salerno
Provincia: Salerno
Telefono: 089 282159
Fax: 089 282942
e-mail: museocittacreativa@comune.salerno.it

Sito web: www.comune.salerno.it/aree tematiche/turismo e cultura/musei/museocittàcreativa
Social network: ----
Tipo proprietà: Comune
Denominazione proprietà: Comune di Salerno
Riconoscimento Regionale:
Rete o sistema museale: no

Ente competente: Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Salerno e Avellino

Tipologia

artistico

Servizi

  • informazioni e prenotazioni
  • servizi educativi
  • visite guidate su richiesta
  • bookshop
  • parcheggio
  • parcheggio disabili
Il Museo è un centro dinamico di sperimentazione, esposizione e documentazione della ceramica. Si innesta su di un territorio dal retroterra storico-artigianale contraddistinto fin dal Medioevo dalla estrazione, esportazione e trasformazione dell’argilla. Sono visitabili siti unici quali le fornaci a fascine, sopravissute fino all’Ottocento in piena attività. Due di queste sono state ristrutturate e vengono periodicamente attivate secondo lo stesso rituale dell’Ottocento.
I vecchi magazzini terranei di proprietà comunale sono divenuti sede del Museo e presso di esso si sono realizzati vari arredi urbani, nonché periodicamente una serie di eventi espositivi (biennali, mostre sperimentali) cui hanno partecipato artisti architetti, associazioni. _
The Museum is a dynamic centre for the experimentation, documentation and exhibition of ceramics. It is located in a domain marked since the Middle Ages from the extraction, processing and export of clay. You can visit unique sites such as furnaces “a fascine” which have been active since the nineteenth century. Two of these have been refurbished and are periodically inspired by the same ritual of the nineteenth century. The basements of old warehouses owned by the city became home to the Museum and to various street furniture, as well as to a series of exhibitions (biennials, exhibitions and experimental) which brought together artists, architects and associations.

Apertura

Giorni di apertura: Lunedì,Martedì,Mercoledì,Giovedì,Venerdì
Orario di apertura: 9.00-13.00 lunedì-venerdì;
16.00-18.00 martedì-mercoledì e giovedì.

Ingresso: Gratuito

Collezioni

  • Denominazione: LA MATTONELLA ANIMATA: CARTOONS ON THE BAY
    Descrizione: Si tratta di una collezione di 56 mattonelline realizzate da cartoonisti, filmakers, illustratori, attori e maestri dell'animazione durante il Festival Cartoons on the bay 2003 tenutosi a Positano in aprile. Il Museo "Città creativa" di Ogliara insieme al Laboratorio ideativo della fornace fratelli De Martino, coordinato dall'architetto Sofia De Mas, organizzò in quell'occasione uno stand-laboratorio, invitando molti dei partecipanti del festival a decorare una o due mattonelline Cotto Rufoli. Aderirono grandi maestri dell'animazione italiana e straniera come Bruno Bozzetto, Maurizio Nichetti, la giapponese Yusako Fusaki, Marco Pagot disegnatore di Calimero, Pierluigi De Mas produttore di Cocco Bill, Gregoire Solotareff premiato al Festival di Positano per la serie Loulu. Molti anche i giovani autori e fra gli attori Lino Banfi e la figlia Rosanna. Le mattonelline sono state poi classificate e conservate successivamente presso il Museo e nel maggio successivo furono messe in mostra con il titolo La mattonella animata.
  • Denominazione: CERAMICA NELLA VALLE DELLE RANE : AUTORI VARI
    Descrizione: Le piastre eseguite da vari autori che hanno partecipato a manifestazioni varie promosse dal Museo, sono in cotto smaltato ed inciso quasi tutte esempio di sperimentazione cromatica e formale. La tecnica è simile per tutte. Sono quasi tutte cotte a terzo fuoco e successivamente donate dai vari autori al Museo "Città creativa" della ceramica di Rufoli-Ogliara.Gli autori sono i seguenti partecipanti alla manifestazione "Ceramica nella valle delle rane": M.Amendola, A.Aprea, M.Bacchilega, G.Barile, A.Carbone, M.Casale, R.Cuccurullo, A.Cuomo, S. De Chiara, C. D'elia, D. De Maio, A. De Martino, S. De Mas, M. Fierro, W. Fiscina, P. Giglio, U. Marano, R. Marotta, A. Petti, R. Picariello, M.R.Precenzano, E.Rebeck, E.Rossi, S.Rullo, G.Salvati, M.Scarabello, D.Cote, L.Spinillo, C.Sorrentino, F.Vassallo. .
  • Denominazione: VASO-TOTEM DI SOFIA DE MAS
    Descrizione: Questo vaso eseguito dalla ceramista ed architetto Sofia De Mas che per lungo tempo è stata la direttrice del laboratorio creativo delle fornaci - fratelli De Martino, è stato donato al Museo di seguito alla mostra Lavori di un'estate che si è tenuta nell'estate del 1997. Eseguita in tecnica raku, appositamente per il Museo "Città creativa" di Rufoli, ne è diventato quasi il simbolo distintivo dato che in molte immagini il Museo viene contraddistinto dall'immagine di questa opera che non è un vaso singolo ma una vera e propria scultura. L'opera è costituita da tre vasi capovolti smaltati in colori indefiniti: verde -azzurro e giallo. I tre vasi suddetti sono sormontati da un cerchio in plexiglas che a sua volta è sormontato da piccoli pezzi triangolari messi a piramide. L'effetto è quasi di un totem ed è abbastanza esotico anche per la parte superiore piramidale. L'autrice ancora molto attiva come ceramista vanta una galleria ben lunga di mostre ed installazioni che l'hanno vista impegnata sempre in una costante sperimentazione della ceramica e del design.
  • Denominazione: PLURALIA: ARTISTI VARI COORDINATI DA MARCO VECCHIO
    Descrizione: Si tratta di un pannello a più mani eseguito durante uno stages di decorazione coordinato dall'artista Marco Vecchio. E' composto da 16 mattonelle in Cotto Rufoli 20x 20 in grezzo e smalto a freddo.Viene usato come modello didattico da esibire durante le visite dei gruppi scolastici. Nonostante sia stato eseguita ogni mattonella da un ceramista diverso,il pannello ha una sua armonica unitarietà di stile nelle raffigurazioni di volti, figure, animali. L'artista curatore è noto per i suoi dipinti su tela, tavole. E' approdato alla ceramica recentemente ,dando ai manufatti in argilla un sapore particolarmente arcaico così come arcaici sono le sue figure, le sue forme tutte.
  • Denominazione: LA ARADA- VASI -HONDURAS DI M.MAGDALENA E UBALDINA MANZANARES
    Descrizione: Due vasi in monocottura e decorazione in bianco e nero sono stati eseguiti presso le Fornaci De Martino dalle due ceramiste più conosciute in tutto l'Honduras. Il vaso piccolo ha una forma tondeggiante e su di un fondo nero presenta una decorazione geometrico-floreale molto arcaica ed elementare ma dalla suggestione fortemente esotica. Il secondo vaso oblungo ha un cerchio ovoidale al centro decorato in bianco su fondo nero. Le due artiste furono ospitate nella città di Salerno in occasione del Crocifisso ritrovato e furono successivamenbte invitate dal Museo a dimostrazioni delle loro tecniche ceramiche ed alla costruzione della loro tipologia di forno en plein air. A loro volta appresero le tecniche di ceramica salenitana, assistite dal ceramista Enzo Caruso. In Honduras sono le donne ad avere l'appannaggio esclusivo del fare ceramica dato che ogni capanna ha sul retro un forno con cui si cucina e si producono manufatti in argilla.
  • Denominazione: LABORATORIO FES-MINORI-VASI GEMELLI
    Descrizione: Donati in occasione dell'esposizione "Le nuove città della ceramica" (Porte aperte 2007) dal laboratorio Fes di Minori che è allocato fra le mura di un antico mulino in disuso, sono stati eseguiti a due mani dal ceramista Marco Fusco e dal pittore Vincenzo Ruocco. Il vaso più grande dalla ampia forma ha lateralmente due manici che la avvicinano ad una grande brocca. L'altro vaso appena, appena più piccolo ripete una forma più triangolare sempre con manici. La decorazione in grigio antracite sulla parte bassa per entrambi i vasi sfuma nel grigio chiaro nella parte alta e porta delle incisioni sulle parti laterali raffiguranti in pesce bandiera.
  • Denominazione: VASINVASATO E CIOTOLA DI LIVIO CECCARELLI
    Descrizione: Entrambe le opere in argilla si ispirano nella forma alle architetture gotiche, ad oggetti dal sapore orientale. La tecnica è quella raku, anch'essa rinvia all'Estremo Oriente, alla filosofia zen; si distingue per la peculiarità dei rivestimenti e degli effetti metallici dovuti a riduzione con materiale combustibile. I due vasi sono stati foggiati in occasione della mostra "Dall'acqua al fuoco" tenutasi al Museo "Città creativa" dall'8-12-2006 al 25-1-2007. "L'incontro recente con la ceramica, con la tecnica raku, soprattutto, il cui cerimoniale inflessibile rappresenta per ogni ceramista una sfida e una promessa ineludibili, è dunque il luogo attuale di verifica e di conferma di un pensiero dell'arte che, lontano da ogni intenzione concettuale, non rinuncia all'intelligenza del corpo, al sapere delle mani, che è, certo, rigore e disciplina (lo attestano, tra l'altro, i progetti editoriali di Ceccarelli, meticolosi per equilibrio e misura) ma anche invenzione e poesia, se poi davvero la stessa geometria, contraddicendo per sempre l'aspra acutezza di Cartesio, ha saputo prodursi, spericolata, in straordinarie misure e forme barocche." (Stefania Zuliani, presentazione al catalogo Dall'acqua al fuoco 2007)
  • Denominazione: CUORE-SPINA DI NANDO VASSALLO
    Descrizione: Si tratta di un piatto dalle dimensioni medie e dai bordi sopraelevati che rappresenta un cuore a forma di serpente che si arrotola su sè stesso ed è pieno di spine. Realizzato con la tecnica dei Lustri, antichissima tecnica araba la cui esecuzione è molto complicata e viene eseguita da pochissimi ceramisti in Italia. Tale tecnica dà al manufatto effetti dorati o ramati come in questo caso. Il suo autore è il ceramista e performer Nando Vassallo che lo ha donato in seguito alle due iniziative tenute presso il Museo "Città creativa": una esposizione che alla sua monografia accostò tutti gli artisti di fama internazionale che avevano lavorato con e per lui (Luigi Ontani, Achille Perilli, Bernd Zimmer, Michael Haindorf, Ableo ed altri). Tale iniziativa si tenne in occasione di Primavera Festival, nel maggio 2011. L'altra iniziativa chiamata Crawon fire, una performance di cottura aerea con carboni e vaso chiusi in una gabbia che veniva fatta roteare intorno al corpo, tenutasi in occasione della Festa del fuoco-settembre 2011.
  • Denominazione: TEATRO DI STRADA DI ANTONIO PETTI
    Descrizione: Queste quattro mattonelle, formato 20x 20, di stile grafico-figurativo rappresentano in diverse varianti cromatiche (azurro,blu,giallo,verde) il burattino Pinocchio, che è uno dei protagonisti costanti del cosiddetto Teatro di strada di Antonio Petti, artista ed illustratore attivo fin dagli anni sessanta. Le mattonelle sono state donate di seguito alla esposizione Teatro di strada tenutasi nel maggio 2009 in occasione della manifestazione Salerno Porte Aperte 2009. "L''artista traspone dalla carta alle piastrelle questo suo ritmico, ammiccante teatro realistico e satirico, questa napoletanità delle sue figure allegoriche costruite su piani differenti e multipli. Inventa una vera e propria "pedagogia poetica e arte come conoscenza" come affermò Domenico Rea negli anni settanta.
  • Denominazione: PAVIMENTO SONORO E MANIFESTO "NELLA VALLE DELLE RANE" DI UGO MARANO
    Descrizione: Queste due fotografie giganti (96x66) ritraggono due opere dell'artista promotore e direttore artistico del Museo "Città Creativa" Ugo Marano, recentemente scomparso. La prima foto rappresenta un'opera in cotto grezzo Rufoli che fu in una performance unica, fatto suonare dall'artista per percussione, camminandoci sopra e producendo armonie come su di un pentagramma. "E' una caratteristica del cotto di Rufoli-spiegava all'operatore della RAI Ugo Marano- la mattonella è realizzata con una argilla così pura che a batterci sopra emette un suono". In concomitanza alla nascita del museo l'artista inoltre elaborò un manifesto che oltre a rappresentare l'oggetto della seconda fotografia, è attualmente visibile sulla facciata del Museo con il titolo Ipotesi Teorica per un Museo della ceramica madre delle arti.Cotto sonoro: Le rane torneranno a gracidare(1997)
  • Denominazione: VASO POLIMORFO DI STEFANIA MAZZOLA-MARANO
    Descrizione: Si tratta di un vaso a tre corpi siamesi ed a tre bocche che ha anche ben nove piedi di appoggio. A seconda del punto di appoggio può assumere forme dalle interpretazioni polivalenti e polimorfe. Il colore è indefinito, di effetto metallico, con sfumature fra il verde e l'azzurro. E' stato eseguito negli anni in cui Ugo Marano, il consorte della ceramista Stefania Mazzola, creò insieme a lei una scuola chiamata I Vasai di Cetara, scuola nell'ambito della quale si produssero negli anni novanta forme inedite ma anche cromatismi innovativi attraverso una alacre e costante sperimentazione della ceramica che aveva subito in quegli anni una standardizzazione ed un certo immobilismo creativo.
  • Denominazione: TERRE E NUVOLE DI MARIA ROSARIA AMATO
    Descrizione: Si tratta di una piastra allungata (cm 74 x 19) della serie favolistica Terre e nuvole, titolo anche del laboratorio creativo dell'autrice ceramista Maria Rosaria Amato. La piastra smaltata con fondo verde vietrese e figure equestri nere è stata modellata con cotto nero Rufoli, una argilla particolare contenente anche materiali ferrosi, argilla elaborata dai Fratelli De Martino di Rufoli, proprietari delle due fornaci storiche site a poca distanza dal Museo "Città creativa". Materiale che fra l'altro fu molto apprezzato dall'architetto Chipperfield ed usato in molte suoi progetti. La Amato è stata, inoltre, protagonista di un'altra mostra presso il Museo ispirata a personaggi della favola e curata dalla critica d'arte Giada Caliendo, Racconto di Fiabe,di terra e di fuoco (maggio-giugno 2008)
  • Denominazione: ARREDO MURALE IN COTTO NERO , PROGETTO DI ARREDO ANTEMUSEO E SCATOLE GREZZE DI RICCARDO DALISI
    Descrizione: La permanenza dell'artista ed architetto napoletano Riccardo Dalisi presso il Museo di Rufoli alla fine degli anni novanta consistette oltre che in un laboratorio creativo e sperimentale presso le Fornaci dei Fratelli De Martino che lo portarono a realizzare varie opere fra cui sono restate al museo solo due scatole quadrate in cotto grezzo Rufoli, anche in progetti ed arredi per la carattterizzazione del Museo stesso che purtroppo rimasero in parte incompiuti. Cinque grandi piatre impiantate sul muro laterale al Museo sono state eseguite in cotto nero Rufoli, ed incise in maniera figurativa sia floreale che equestre e con corpi umani. L'architetto napoletano inoltre realizzò, al fine di dare una maggiore ascensionalità alla struttura bassa della sede del Museo, sei piloni in cemento armato che secondo il progetto avrebbero dovuto essere ricoperti da piastrelle in ceramica. Ma a tutt'oggi non sono stati completati.
  • Denominazione: BANCARELLA DI BIAGIO PANCINO
    Descrizione: Due opere della serie Bancarella(una prugna viola ed un ananas bianco) furono donate dall'artista italo-francese Biagio Pancino, italiano di nascita ma francese di adozione dato che vive da molti anni lì. In occasione della mostra Due Voci dalla sperimentazione, Salerno Porte Aperte 2004, l'artista eseguì una serie di opere rappresentanti per lo più frutta. Questa mostra fu progettata e curata da Lucio Afeltra e Geppino Siani nell'ambito della rassegna Alfabeti 2004 . Le opere disegnate dall'artista furono realizzate in un laboratorio coordinato da Sofia De mas con i ragazzi del Centro di riabilitazione mentale. Fu fatta poi una interessante installazione presso la sala principale del Museo di Ogliara.
  • Denominazione: ALFABETI CERAMICI: AUTORI VARI
    Descrizione: Sotto questa denominazione sono stati donati, di seguito alla iniziativa che portava quel nome e che consisteva in una serie di convegni e mostre organizzati da Lucio Afeltra e Geppino Siani sei pannelli in legno e sei manufatti in ceramica dei seguenti autori: Antonio D'Amore, Gelsomino D'Ambrosio, Sofia De Mas, Pietro Falivena, Augusto Pandolfi. Ognuno di questi artisti ha realizzato nel luglio 2002 un pannello in legno disegnato e dipinto come progetto iniziale di un'opera in ceramica, successivamente realizzata presso le Fornaci De Martino: Antonio D'amore ha progettato e realizzato una piastra in ceramica, Gelsomino D'Ambrosio ha chiamato la sua opera "Piatti satelliti" ed ha realizzato un Piatto grande e quattro piccoli; Sofia De Mas ha invece realizzato un'opera complessa per metà in ceramica e per metà in vetro; Pietro Falivena ha sperimentato su di una piastra le diverse gamme cromatiche della ceramica; Lucio Liguori ha creato il Vaso-Kamikaze in tecnica raku; Augusto Pandolfi, infine, ha progettato una serie di vasi ma nella realizzazione poi si è discostato dal progetto a causa della difficile fattibilità ed ha composto una scultura di mascheroni ad incastro in cotto grezzo Rufoli.
  • Denominazione: PIASTRA-PULCINELLA DI LELLO ESPOSITO
    Descrizione: Si tratta di una grande piastra dell'artista Lello Esposito famoso non solo in Campania proprio per queste rappresentazioni in tante varianti e materiali, della maschera partenopea. Quattro Pulcinella con i volti convergenti al centro ed i cui corpi si fondono in una sorta di sole a raggi curviformi scavati nella materia grezza ne fanno un'opera molto suggestiva ed icastica attraverso la tecnica dell'incisione e dello scavo dell'argilla -cotto Rufoli. L'immagine molto grande riceve dal cotto anche come fisiognomica della maschera napoletana grande profondità ed espressività. L'opera insieme ad altre similari fu realizzata dall'artista napoletano per la manifestazione denominata "Cotto in forma" e che rappresentò una collettiva di grande successo e coincise, fra l'altro, con la Biennale della ceramica di Rufoli che si tenne nell'anno 1998.
  • Denominazione: TELA ASTRATTA DI JOSE' BRAVO
    Descrizione: Questa tela di dimensioni medie che misura un metro e cinquanta per un metro e quarantotto, è una chiara espressione di arte astratta della tipologia informale. anche materica può considerarsi per le concrezioni di colore che sono visibili sulla superfice dell'opera. Sono anche visibili delle lettere che fanno pensare ad un aggancio alla corrente del lettrismo. Il suo autore Josè Bravo è nato a Maracaibo ed ha risieduto in provincia di Salerno per ben venti anni e precisamente a Battipaglia..
  • Denominazione: TELA FIGURATIVA DI AYTOR ROMANO
    Descrizione: La tela che rappresenta un enorme vulcano rosso e giallo che viene descritto in piena eruzione misura due metri per tre e copre quasi del tutto una delle pareti della sala-convegni del Museo "Città creativa". E' molto consono questa esplosione della terra in un luogo che consacra l'arte di terra e fuoco come è indiscutibilmente la ceramica E' stata realizzata per una mostra collettiva che si è tenuta in città a Palazzo Genovesi e sono state donate all'amministrazione municipale dalla Fondazione venezuelana "Francisco De Elortegui" nel 2000. L'artista anch'esso venezuelano si chiama Aytor Romano ed è figlio di genitori baschi esiliati in Venezuela nel 1939 , durante il periodo franchista e che è vissuto nella città di Salerno per 12 anni.
  • Denominazione: TELA ASTRATTA DI TAVANI
    Descrizione: La tela di grandissime dimensioni ( 2 metri x 3 metri) rientra chiaramente nel filone dell'astrattismo -informale facente capo a Pollock. I segni di colore tenue vedono una predominanza del celeste intenso, esprime quindi una forte ricerca cromatica e segnica oltre ad una notevole dinamica, un movimento fluttuante che somiglia a quello dell'acqua. L'autrice che si firma con il nome d'arte Tavani, si chiama in realtà Immacolata Volzone ed è attiva dagli anni novanta sia nel campo della scrittura che della pittura. E' in vari musei sia argentini che venezuelani e nel '92 è stata promotrice del circolo "Espacio libre" insieme a vari artisti.
  • Denominazione: SABBIE VIAGGIANTI DI MAURO CORBANI
    Descrizione: Si tratta di due piccole tavolette in tecnica mista 32x 24 e di filone astratto, donate dall'artista toscano in occasione della mostra dallo stesso titolo, curata dalla critica d'arte Giada Caliendo.L Sabbie viaggianti ha costituito un tour artistico che ha toccato varie città e nazioni come Istanbul, bangkok, Brescia, Salamanca per citarne solo alcune. L'artista ha impiegato nella creazione di queste opere la sabbia, elemento primario che lega due culture storiche, quella etrusca e quella berbera.
  • Denominazione: FUOCO E TERRA DI EDUARDO GIANNATTASIO
    Descrizione: La tavola che misura 106 x 72, raffigura un vaso ed è stata eseguita durante la festa del fuoco 2010 tenutasi nello spazio antistante il Museo "Città creativa" di Ogliara. Si è trattato di una performance dell'artista, molto attivo e conosciuto negli States a partire dal 2006. L'artista ha raggiunto grande fama fra Miami e New York dove ha un laboratorio creativo. La sua tecnica del fuoco consiste nel far colare il colore su di una tavola di legno e dare fuoco alla superficie di essa fino a realizzare dei segni collocabili fra l'astratto ed il figurativo. La tecnica singolarissima è enche molto difficile di esecuzione ed appartiene esclusivamente a questo artista campano di adozione americana.
  • Denominazione: PAVIMENTO ARTISTICO IN COTTO RUFOLI SMALTATO: AUTORI VARI
    Descrizione: Nel pavimento della sala conferenze del Museo "Città creativa" sono state interrate ben 129 mattonelle realizzate per la mostra denominata "Ceramica nella valle delle rane" e tenutasi presso le Fornaci De Martino a Rufoli di Salerno nel maggio del 1996. Le mattonelle vanno dallo stile postvietrese di Monica Amendola, giovane artista della scuola Vasai di Cetara recentemente e prematuramente scomparsa, al segno rapido e sottile di Ugo Marano, ai corpi stilizzati di Enrica Rebeck e Marco Bacchilega, all'altenarsi del cotto grezzo e smaltato di Sofia De mas, alla grafia illustrativa di Antonio Petti. Altri autori sono la ceramista Wanda Fiscina, gli architetti Pasquale Giglio e Mimmo De Maio, Alberto Cuomo, Peppe Barile, il ceramista Lello Ronca, Silvia De Chiara, Rosa Cuccurullo, Luciana Spinillo ed altri ancora attivi sperimentatori del cotto Rufoli.
  • Denominazione: GUERRIERO ARCAICO DI LIVIO CECCARELLI
    Descrizione: Questo vaso-scultura dalle dimensioni 69 x 32, è una maiolica, costituita da due componenti ad incastro. La parte inferiore rappresenta autonomamente un vaso e/o bottiglia, quella superiore invece raffigura il volto di un guerriero immaginario dalla forma antropomorfa. Assomiglia ad un immaginario guerriero che potrebbe essere tanto di natura animale che umana. L'autore difatti che nasce come grafico, illustratore ed acquerellista è già attivo da molti anni per il suo bestiario fantasioso dipinto su acquerello o modellato con l'argilla, oltre che come ceramista esperto della tecnica raku.
  • Denominazione: COLLEZIONE ERNESTINE -VASO INDACO/ROSA
    Descrizione: Si tratta di un vaso di collezione privata donato in seguito alla mostra " La ceramica Ernestine: forma, colore ed innovazione" tenutasi presso il Museo nel novembre del 2009 e che ha avuto un grande successo di pubblico e stampa. Il vaso a forma di caraffa estetica ha due dei colori innovativi della fabbrica e per la precisione il rosa ed il viola di gradazione indaco. La sua autrice Ernestine Cannon venne in Salerno subito dopo la seconda guerra ed insieme a Matteo D'Agostino fu per un ventennio la protagonista di un nuova produzione che è stata definita da Eduardo Alamaro "l'antivietri" sia nei colori che nelle forme. Fautore di tale innovazione fu oltre ad Ernestine Cannon, anche Horst Simonis, ingegnere della ceramica che lavorò all'eleborazione di nuovi colori come il blu simonis ed il rosso selenio. La fabbrica fu attiva a Salerno città per un ventennio dal 1950 al 1970.
  • Denominazione: NUOVE FRONTIERE : AUTORI VARI
    Descrizione: Questi quattro pannelli sono stati eseguiti da tre autori -architetti che nell'ambito della manifestazione Concorso "Nuove frontiere " (gennaio 2002) aperto ai giovani architetti campani hanno eseguito dei veri e propri progetti per pavimenti. La realizzazione in Cotto Rufoli è stata preceduta da progetti veri e propri disegnati da ognuno di loro su carta o cartoncino. Le opere donate sono quattro e coincidono con i tre vincitori. La prima "Raggi di luce" è stata eseguita da Daniela Cannella. Trattasi di un pannello di mattonelline in COTTO RUFOLI in parte grezzo ed in parte smaltate , rappresentanti dei veri e propri raggi. E' stata recensita nell'anno stesso dalla rivista nazionale Artigianato. La seconda opera che si divide in due pannelli: uno in blu cobalto e l'altro giallo sono stati incollati su quadrati in legno da Sara Adinolfi che guadagnò il secondo posto nel concorso . La terza è stata eseguita dall'architetto Antonio Pagano e si tratta di mattonelle di forma irregolare, geometriche, blu e rosso che vanno a comporre anche in questo caso un piccolo pannello- progetto di pavimentazione. Altre opere sono state donate dagli architetti Giuseppe Barile (Orme-Cotto mediterraneo) e Corradino D'Elia (Stasera Escher-Cotto Rufoli).
  • Denominazione: MASCHERONI DI AUGUSTO PANDOLFI
    Descrizione: Questa scultura grezza in cotto Rufoli fa parte della collezione Alfabeti ,ciclo di iniziative tenutesi presso il Museo fra la primavera e l'estate del 2002. La scultura è plurima, si compone cioè di cinque pezzi di mascheroni, a metà fra i mammutones sardi e le maschere di tradizione arcaica greco-romane. Hanno un andamento assai dinamico che segue forme irregolari,allungate e rotondeggianti. Ma pur nella loro irregolarità , queste facce si integrano perfettamente ed armoniosamente fra di loro. L'autore Augusto Pandolfi, attivo già da molti anni come ceramista, opera in un laboratorio creativo sito ad Agropoli, cittadina marina in provincia di Salerno. Ha già esposto prima di Alfabeti presso il Museo Città creativa come artista della collettiva Nuove Terre.
  • Denominazione: VASO-KAMIKAZE DI LUCIO LIGUORI
    Descrizione: Questo manufatto in argilla di Rufoli è stato impropriamente chiamato vaso; in realtà può considerarsi una vera e propria scultura in tecnica raku. Rappresenta in una forma di vaso antropomorfo, il guerriero arabo-di religione islamica che va incontro alla morte consapevolmente per effettuare la cosiddetta guerra santa contro gli infedeli del mondo occidentale. Il guerriero è raffigurato nell'atto di ingoiare la bomba che penzola sul suo labbro. Il volto è scuro mentre la parte a forma di vaso è azzurra con i tipici effetti metallici propri della tecnica giapponese raku. Il suo autore, Lucio Liguori, operante da molti anni in un laboratorio di Raito, ha una vastissima galleria di esposizioni italiane ed estere ed una serie indefinita di premi e riconoscimenti.
  • Denominazione: PANNELLO FIGURATIVO DI ENRICA REBECK E MARCO BACCHILEGA
    Descrizione: E' un modello di arredo urbano di genere figurativo progettato da Enrica Rebeck e Marco Bacchilega per la facciata del Museo "Città creativa". E' composto da 19 mattomelle cm 25 x 18 cm, realizzato in occasione della mostra "Ceramica ed imprenditoria femminile" (maggio 2006) che chiudeva il Progetto Minerva (misura 3.14 POR CAMAPNIA 2000-2006/ Promozione della partecipazione femminile al Mercato del Lavoro". I due artisti cui è stata assegnato un laboratorio ideativo a Rufoli nel 2001(denominato Bottaga Ta), sono noti sia per i loro manufatti, sculture in cotto Rufoli, che per i loro arredi urbani ideati e realizzati sia per la città di Salerno che per altre città italiane ed estere; ad es. l'arredo per i morti italiani delle due torri a New york.
  • Denominazione: FIGURE FEMMINILI DI LUIGI MANZO
    Descrizione: Sono due piastre di foma ondulata ed irregolare smaltate in bianco e verde chiaro. Una di esse rappresenta una figura femminile che corre e dalle fattezze simili alle primavere di stile liberty.Due colombe contornano lo spazio nella parte superiore dell'opera. La seconda piastra della stessa tonalità cromatica e della stessa forma, rappresenta un volto di vergine ed ugualmente lo spazio superiore è sormontato da due colombe. L'autore Luigi Manzo, ceramista vietrese opera da più di un ventennio nel campo dell'arte ceramica ed ha realizzato per la città di Vietri sul mare una serie di arredi urbani. Il più noto di questi rappesenta un estesissimo presepe in cotto grezzo vietrese e troneggia nella piazza principale della Marina di Vietri.
  • Denominazione: "VESTE" DI ILARIA DI GIACOMO- PEZZO UNICO PLASTICATO A MANO..
    Descrizione: "La veste, che avvolge, che protegge, il mezzo per avvicinarci a ciò che circonda. il contenitore nel contenitore. il nostro essere, nella scatola, l'involucro a protezione di ciò che circonda. La veste" così la descrive la sua autrice. La scultura eseguita in argilla locale chamottata, smalto a base di cenere, metallo e legno, e per metà in cotto grezzo tagliato a rondelle. Queste costituiscono il vestito della donna; l'opera scultorea è stata pensata e realizzata da Ilaria Di Giacomo, curatrice dei corsi di ceramica per il Museo di Ogliara. E' stata ingabbiata in una struttura di legno che ne regge l'intero equilibrio e la contorna dando un effetto molto naturale. Le rondelle sono state modellate una ad una e successivamente cotte presso il forno del Museo che è sito a Sordina presso una scuola dismessa di proprietà comunale. La scultura è alta quasi due metri e si espande in larghezza per ottanta centimetri; crea quindi un notevole impatto scenografico. La sua autrice che ha studiato a Faenza, cura corsi secondo il Metodo Munari del Museo di Faenza, metodo che al Sud è possibile seguire in pochissimi luoghi come presso Rufoli di Ogliara.
  • Denominazione: " ITALIA ITALIA" DI LAURA BRUNO
    Descrizione: Si tratta di due piastre di grandezza media realizzate come piccoli quadri a bassorilievi ed ispirati alla ricorrente Unità d'Italia. Rappresentano difatti una figura probabilmente femminile che corre inseguita verso la bandiera italiana che le sfugge. L'altro rappresenta ugualmente un soggetto corale che converge verso il centro e verso la tematica dell'Unità d'Italia. Ad essa si allude più che come realtà pienamente in atto , ad una accorata aspirazione da parte di tutti quelli che hanno veramente dentro di sè questo sentimento nazionale oggi dispersosi dietro le frammentazioni dei movimenti politici molto spesso secessionisti, degli individualismi vari di associazioni e corporazioni e di personalismi singolaristici dell'italiano medio. L'artista Laura Bruno è già famosa come pittrice di tipo figurativo ed ha un'ampia galleria di mostre e collettive in Italia ed all'estero. Ha realizzato queste opere presso il Polo Creativo di Sordina, assistita dalla curatrice dello stage Ilaria Di Giacomo.Ha partecipato a varie collettive presso il Museo ed ha donato in occasione della commemorazione del treno di Balvano una serigrafia della stessa tematica.
  • Denominazione: BOTTIGLIA FUNGO DI GIOVANNI CAVALIERE
    Descrizione: Segni minimi, appena accennati e figure sottili traspone l'artista sulle sue opere ceramiche. Questa bottiglia è una delle terracotte ingobbiate che produsse nel dicembre del 2004 lavorando alacremente per "Città creativa". L'ingobbio è una tecnica antica, qui usata per creare una fascinazione. " Pur compiendo delle scelte tecniche precise e piuttosto insolite, privilegiando per le sue " mezze maioliche" l'uso del colombino e dell'ingobbio,ciò che davvero conta per Cavaliere è che nelle sue opere di terra, acqua e fuoco si riconosca, sempre, la medesima tensione che anima la sua pittura, una intenzionepoetica sottile che nella ceramica acquista corpo ma non pesantezza" Stefania Zuliani-Università di Salerno
  • Denominazione: "IDOLI" DI PIETRO LISTA
    Descrizione: Scultura in argilla eseguita presso Le Fornaci di Rufoli appositamente per la mostra omonima che si è tenuta presso il Museo "Città creativa da maggio a Luglio 2009. La scultura rappresenta un corpo acefalo come di solito sono tutti i corpi anche dipinti di questo stesso autore. Il corpo è stato montato su di un carro costruito anch'esso da Pietro Lista, in ferro e gomma. Personalità di primo piano come Achille Bonito Oliva, Gillo Dorfles, Maurizio Calvesi, Bruno Munari, Alberto Boatto, Filiberto Menna ed Angelo Trimarco hanno recensito sia l'artista che gli spazi da lui gestiti nel corso degli ultimi anni. Tali spazi sono la galleria Taide negli anni ottanta e più recentemente il Museo dei materiali minimi d'arte contemporanea(M.M.M.A.C.). La carriera di Pietro Lista, iniziata a metà degli anni sessanta, lo vede come protagonista sia di esposizioni nazionali che internazionali, di numerosi happening e films d'artista. Oltre che alla pittura si è dedicato anche alla scultura ed alla ceramica. Con la mostra Idoli queste varie esperienze vengono unificate presso il Laboratorio dei Fratelli De Martino in Rufoli di Ogliara.
  • Denominazione: CRITTOCROMIA DI MARCO VECCHIO
    Descrizione: Si tratta di una piastra smaltata in bianco e nero eseguita appositamente per la mostra Prima Pagina e tenutasi presso il Museo "Città creativa" nell'ambito di Porte Aperte 2010. L'artista Marco Vecchio sin da giovanissimo ha intrapreso una intensa attività produttiva ed espositiva in Italia ed all'estero. Lavora molto sui corpi ed il volto, riattraversando e contemporanizzandoil classicismo figurativo in tratti crittografici, che danno un effetto al contempo arcaico e contemporaneo. Usa colori molto forti ma anche il bianco e nero, essendo anche illustratore. "Bianco indica silenzio assoluto Nero ultimo silenzio senza eccezioni..." Wassily Kandisky

Come arrivare

In Auto: Autostrada Napoli-Salerno uscita Fratte. Dalla Piazza di Fratte salire verso Ogliara a 2 km di distanza.
In Treno: ----
In Autobus: Linea Cstp n.2 e 20
In Aereo: ----

Nei dintorni: Rufoli Fornaci De Martino visitabili su appuntamento;
Montestella percorso trekking;
area archeologica di Fratte. _

Note: ----